Business Continuity Essentials

Business Continuity Essentials

La competitività nell’economia globale aumenta a ritmi sempre più elevati ed il fattore più determinante è l’innovazione; Innovazione sia dei prodotti/servizi offerti che dei processi operativi dell’azienda.

La prima (innovazione di prodotti e servizi) sposta continuamente l’offerta verso un maggiore contenuto di valore aggiunto intellettuale in modo da migliorare i margini e compensare i vantaggi di costo della concorrenza.

La seconda (innovazione dei processi operativi) migliora continuamente la produttività, e permette di contenere o ridurre i costi.

L’accelerazione globale

Ogni anno, milioni di nuovi laureati e diplomati entrano nel processo creativo e produttivo dell’economia mondiale, centinaia di migliaia di imprese nascono con nuove idee da promuovere, la disponibilità illimitata con internet di informazioni in tempo reale ed una concorrenza sempre più dura… tutto concorre ad accelerare i tempi dei processi aziendali ed a ridurre le finestre di opportunità per nuovi prodotti.

Il fattore tempo, che da sempre e importante in azienda, diventa adesso essenziale.

“Non sarà il grande che mangia il piccolo, ma il veloce che mangia il lento”

(John E. Pepper)

Per questo:

  • la riduzione del “time to market”, il periodo dalla progettazione alla commercializzazione di un nuovo prodotto/servizio, deve essere una priorità ossessiva;
  • L’organizzazione aziendale deve diventare più veloce sia nel processo decisionale che nel processo esecutivo.

Ogni azienda è basata sulle informazioni

Affinché siano possibili i vantaggi di flessibilità e rapidità richiesti è assolutamente necessario un sistema informativo/informatico che consenta l’accesso a tutti i dati in modo protetto, sicuro e garantito senza strati di supervisione.

E un sistema informatico (da un lato) è un importante fattore abilitante.

Ma dall’altro vincola l’azienda ad un patrimonio immateriale che può anche essere facilmente distrutto (Virus, cancellazioni accidentali, etc) o affidato a supporti che si possono rompere (server, switch, dischi, etc).

Per questo diventa fondamentale pianificare i processi ed attivare soluzioni per prevedere e rimediare agli attacchi o agli eventi disastrosi che danneggiano o distruggono i dati aziendali critici.

Definizione di Business Continuity

A questa riflessione è legato il concetto di business continuity: Un termine tradotto con “continuità operativa” o aziendale.

Una definizione di business continuity è la seguente:

“Processo atto a individuare le potenziali minacce alle quali è esposta una data organizzazione e a definire i processi necessari per assicurare la resilienza della struttura a seguito del verificarsi delle condizioni avverse, per porre al sicuro l’operatività, la capacità produttiva, gli interessi e l’immagine dell’azienda”

Sintetizzando, lo scopo della business continuity è fare in modo che, in caso di problemi o incidenti, l’azienda possa continuare a erogare i propri servizi.

Senza rallentamenti o, quanto meno, con una riduzione minima e controllata.

Business continuity plan (BCP)

Per concretizzare questo è necessario redigere il “business continuity plan” cioè un “manuale” delle minacce e delle soluzioni, fondamentale per la prevenzione dei rischi e dell’intervento nei casi di concretizzazione degli eventi avversi.

Cosa deve essere analizzato ed esplicitato in un Business Continuity Plan?

Domanda da un milione di dollari… Non è possibile dare una risposta unica perché ogni BCP deve essere redatto in base alle specifiche esigenze di ogni azienda.

Alcuni elementi, comunque, sono comuni e possono fornire delle linee guida fondanti per dotarsi di questo strumento assolutamente necessario.

BCP: un esempio

E’ quindi utile ed importante che nel BCP siano specificati:

  • Informazioni generali: Informazioni sul soggetto (azienda o ente) che utilizza il piano e quali sono le persone che lo hanno stilato;
  • Aree e funzioni critiche: Individuare ed elencare, in modo preciso e dettagliato, quali sono le aree e le funzioni vitali per l’azienda, cioè quelle che devono essere assolutamente protette. E DEVE essere stabilito un ordine di priorità;
  • Potenziali criticità: è necessaria una analisi, in base alle specifiche caratteristiche dell’azienda, di quali possono essere i problemi che potrebbero verificarsi nelle funzioni individuate;
  • Procedure di recupero: Individuate quali sono le aree e le funzioni vitali, stabilire quali sono le attività da mettere in atto per garantire la continuità operativa;
  • Tempo di fermo: Stabilire un tempo accettabile in cui le attività possono fermarsi senza arrecare danno o disservizio eccessivo;
  • Gruppo di lavoro: Indicazione di quali professionalità devono essere, direttamente o indirettamente, coinvolte in queste operazioni.

Business continuity e Disaster recovery

Una Parte integrante di un business continuity plan è il “disaster recovery”: cioè la strategia che l’azienda attua per mettere al sicuro il prezioso patrimonio digitale al quale tutte le aziende sono sempre maggiormente legate (non sempre in modo consapevole e coscienzioso).

Il disaster recovery specifica le funzioni da mettere al sicuro e le misure da adottare per raggiungere quest’obiettivo.

La differenza tra BC e disaster recovery, in sostanza, è che la BC è la strategia generale, il piano per vincere la guerra.

Il piano di disaster recovery riguarda una parte specifica, le azioni pratiche per garantire continuità di determinate aree: è cioè il piano per vincere una singola battaglia.

Da ragazzino saltavo il pranzo e stavo fino a sera sulla tastiera di un commodore 16 a programmare giochi che oggi apparirebbero ridicoli, ma che allora per me erano semplicemente magnifici; provo la stessa emozione ancora oggi quando -utilizzando la tecnologia- risolvo problemi concreti e miglioro il lavoro mio e dei miei colleghi.

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